Operatore dell’attivitàLAURA LOPARCO

Siamo sicuri che ciò che comunichiamo verbalmente sia sempre coerente con quanto percepisce il nostro corpo, con le emozioni che proviamo, con i pensieri che elaboriamo? Di essere insomma allineati nei tre aspetti che costituiscono la nostra identità? Fermandoci al solo livello cognitivo, potremmo pensare di sì, ma spesso, siamo l’effetto di una disgregazione tra questi tre aspetti che ha radici nel nostro passato e che si è cristallizzata negli anni.

Autoconsapevolezza corporea

Autoconsapevolezza corporea

Le conseguenze che si riverberano nel quotidiano possono andare dalle “semplici” tensioni muscolari, a elevati livelli di stress, disistima, fino alla depressione e malessere generale. Che cosa è accaduto?

Sin da quando è bambino, l’individuo mette in atto dei meccanismi difensivi inconsci per sfuggire a un sentimento doloroso a volte traumatizzante. La via più istintiva per proteggersi consiste nel rimuovere inconsapevolmente queste emozioni spiacevoli, dando origine a dei veri e propri blocchi energetici. La bioenergetica sostiene che tensioni muscolari croniche, ad esempio, altro non sono che espressione di un’emozione negata, come impedirsi di piangere, di arrabbiarsi, di dire “no”. In questa dinamica di rimozione l’identità razionale prende il sopravvento fino a far perdere la corretta percezione del corpo e delle emozioni.

Quando si è governati dalla sola identità razionale, non si agisce più nel momento presente reale ma ci si proietta in un ideale illusorio. Ecco dunque che si vive in una realtà alterata dalla nostra percezione e si prendono decisioni in base alla falsata idea di Sé che ci si é costruiti inconsapevolmente.

L’autoconsapevolezza ha lo scopo di restituire alla persona un’identità centrata, regolata dall’integrazione coerente tra l’aspetto corporeo, emozionale e razionale che, insieme, costituiscono la nostra autentica identità. Quando l’Io è centrato in una sintesi coerente tra ciò che il corpo percepisce, ciò che sente a livello emotivo e ciò che valuta a livello razionale, ci si relaziona con una realtà non più distorta  e si è in grado di scegliere davvero ciò che è meglio per noi stessi.

Attraverso il percorso di autoconsapevolezza si cerca di “smascherare” il falso io, riconoscendo i meccanismi che hanno dato vita alle difese, e di riappropriarsi della nostra reale identità. Il processo avviene “ripescando” dal nostro passato il sentimento traumatizzante che ha fatto scattare il meccanismo difensivo e generato il blocco. Attraversando e rivivendo nel “qui ed ora” l’emozione rimossa e rielaborando il vissuto emerso. Ciò è possibile attraverso esercizi corporei definiti “movimenti emozionali” per la loro stretta connessione con un sentimento, come ad esempio lo sbattere i piedi per terra che rievoca il sentimento di protesta di un bambino, ma anche attraverso suoni emessi con la voce e parole.

Tra i principali benefici che si possono ottenere affrontando un percorso di autoconsapevolezza ci sono:

  • Accrescimento dell’autostima – conoscersi meglio aiuta ad individuare oggettivamente limiti e potenzialità di una persona, e ad apprezzare e valorizzare queste ultime.
  • Aumento dell’assertività – ristabilita la connessione con ciò che realmente si sente e si desidera, verrà più spontaneo esprimere le proprie idee e perseguire i propri obiettivi.
  • Miglioramento della capacità relazionale – smascherato il “falso io” che, non di rado, si sente minacciato dall’ambiente e dagli altri, a causa anche di una visione distorta della realtà, sarà più facile entrare in relazione con gli altri in maniera più aperta e genuina.