Antonio

Antonio

E’ passato più di un anno da quando è iniziato questo percorso che si è snodato tra le tante difficoltà del quotidiano. Sicuramente c’era tanta fiducia mista a curiosità per questa nuova esperienza. Oggi riconosco che queste, tra le mie qualità, sono veramente preziose.

Questo riconoscimento è un frutto di questo percorso.

Ricordo come il mio corpo ed anche la miamente erano rigidi, ovattati. Avvertivo uno strato, una fluida corazza, che mi avvolgeva, e se da un lato era una valida difesa dall’altro costituiva comunque uno schermo che mi impediva di “uscire fuori”. Pian piano, seduta dopo seduta, sentivo gli effetti su di me. Spesso avvertivo l’energia che si metteva in movimento, ora in maniera eclatante ora più profondamente e più impercettibilmente. Mi ricordo perfettamente di quando, con una trazione alle gambe, è come se si fosse aperto un rubinetto per far scorrere un flusso dall’inguine lungo tutte le gambe fino ai piedi. Oppure il lavoro sul torace, questo più recente, dove ho sentito che si “liberava” qualcosa.

Ogni volta era un piccolo passo in avanti confermato dal mio sentire e agire fuori. Si assottigliava la corazza e nasceva dentro un modo meno impaurito di guardare il mondo. L’elasticità del corpo va di pari passo a quelle delle emozioni che ora avverto di più e con più padronanza.

L’efficacia del lavoro deriva anche dai numerosi inviti a essere più consapevole a fermarsi e guardare cosa accade nel momento. Situazioni subite, rabbia repressa oggi mi vedono più centrato, più presente. C’è una magica corrispondenza tra i nodi del corpo e quelli dell’anima.

shiatsu

Questo riconoscimento è un frutto di questo percorso.

Ho notato nel corso di questo anno che anche comportamenti che consideravo radicati ed immutabili spesso subiscono variazioni. Mi piace l’ordine intorno a me, soprattutto nella mia casa. Ma se mi è faticoso impegnarmi a riordinare lo accetto con molta più tranquillità e serenità.

Ho imparato a non farmi immobilizzare dalla paura, a guardarla per poi metterla di lato così da poter agire e fare quello che ho ritenuto opportuno.

Ho imparato a capire cosa mi stava avvelenando togliendomi la serenità e la voglia di sorridere e di partecipare al mondo. E questo capire mi ha portato a trovare il modo di chiudere con situazioni dannose per me.

Tutto è più fluido, più elastico, più mutabile.

Ecco forse il punto focale di questo percorso è il mutamento, il cammino, l’evoluzione.

Prima di iniziare, sicuramente ero più statico emotivamente e mentalmente, ora sono più disponibile ad accettare che le cose possano cambiare perché io posso cambiare.

Questa lettera raccoglie le riflessioni di Antonio, un cliente che seguo da poco più di un anno.

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La magica corrispondenza tra i nodi del corpo e quelli dell’anima

Ogni appuntamento con Antonio mi ha sempre commossa e meravigliata  per la potenza della seduta. Ogni volta entrava nello studio con la faccia di quello che pensa chissà ora che succede, vorrei solo rilassarmi, ora non dico niente e mi stendo direttamente, poi sistematicamente si sedeva difronte a me in Siddhasana, comodo, facevamo entrambi un respiro profondo e cominciava a raccontare e si raccontava e ogni volta era un progresso, una evoluzione, un tentativo, a volte fallito, a volte complicato, ma certamente un continuo mettersi in gioco.

A. “Non ce la faccio, è più forte di me…”

L.: “Allora camminiamo insieme e spingi bene i piedi a terra…”

A.: “Non credo di poterlo dire…”

L.: “Va bene allora cantiamo insieme…”

A.: “Ho respirato, sono entrato nella stanza e ho detto, con calma, perfettamente centrato e consapevole, quello che volevo per me. Mi sono sentito più alto, più forte e non c’era rabbia ma solo sicurezza e determinazione”

Questo non significa che non ci siano stati momenti difficili o situazioni nelle quali avrebbe voluto alzarsi e andarsene ma il suo atteggiamento, la sua voglia sincera di attraversare le resistenze, di prendersi cura delle proprie sensazioni ed emozioni ci ha permesso di attivare insieme un ascolto profondo per apprendere e trasformare.

Trovare per ognuno il tocco giusto è un lavoro di connessione, di unione con l’altro ma questo si può fare quando l’altro te lo consente.

Grazie di cuore Antonio, sentire questa tua presenza mi riempie il cuore.

Uomo coraggioso.

La magica corrispondenza tra i nodi del corpo e quelli dell’anima